Oratorio del SS. Rosario in Santa Cita

Oratorio (1570-1572 Primo oratorio. 1664 - 1686 Secondo oratorio.)

Accessibilità

Sintesi

L’oratorio del SS. Rosario di S. Cita è uno dei più emblematici della città di Palermo e ricco di stucchi opera di Giacomo Serpotta.Fu edificato lungo il lato corto di una corte dalla forma irregolare ricavata nell’area annessa all’omonima chiesa, nel quartiere della Loggia. Dalla strada si ha traccia solo del portone di ingresso, su un fianco della fabbrica di S. Mamiliano (o S. Cita). Questo accesso così sobrio, non lascia intuire la ricchezza degli spazi interni. L’oratorio del SS. Rosario è emblematico della tipologia oratoriale, secondo la quale era prevista la presenza di un vestibolo, di un’aula rettangolare con scranni o sedili in legno posti lungo i lati lunghi, un presbiterio con arco trionfale e una sagrestia, cui si accedeva da due porticine gemelle ai lati del presbiterio e corrispondenti a quelle del vestibolo di ingresso.Il vestibolo rettangolare fungeva da intervallo tra lo spazio profano e quello sacro ed esclusivo dell’oratorio. Lo schema planimetrico semplice dell’oratorio è arricchito dall’apparato decorativo costituito dalla ricca decorazione scultorea a stucco e dalla pavimentazione a marmi policromi, con disegno a stelle otto punte intrecciate.L’aula rettangolare dell’oratorio è dominata dalle grandi finestre, che rappresentano i punti nodali attorno ai quali si sviluppa l’intera decorazione. Sui lati lunghi si trovano le rappresentazioni dei Misteri Gaudiosi (a sinistra) e dei Misteri Dolorosi (a destra). Sulle stesse pareti trovano posto gli scanni lignei. Il percorso iconografico segue un percorso che va dall'ingresso, per arrivare al presbiterio quadrangolare, ai lati del quale altre due porte fanno accedere ad altri spazi di servizio, tra cui la Cappella del Crocifisso.

Il primo nucleo della Compagnia del SS. Rosario in S. Cita nacque nel 1570. La Compagnia divenne in poco tempo fra le più prestigiose della città e nei decenni seguenti, grazie all’acquisizione di nuovi spazi, l’oratorio fu ampliato e se ne realizzò uno totalmente nuovo a partire dal 1664, che venne inaugurato nel 1686. Dopo la costruzione si procedette con le decorazioni, realizzate per la maggior parte in stucco da Giacomo Serpotta. Nel 1699 si iniziò la realizzazione del pavimento a marmi policromi.

Danneggiato dall’ultima guerra, l’oratorio venne nel giro di poco tempo restaurato in alcune parti. Tra l’ottobre e il dicembre 1997 gli stucchi hanno subito un parziale intervento di monitoraggio, restauro di alcuni brani e spolveratura generale.