Piazzetta Garraffo

Piazza (XII secolo; 1535-1537.)

Accessibilità

Sintesi

La piazza, di forma rettangolare, si attesta sulla via Argenteria, asse di connessione tra altre due piazze importanti della Vucciria: piazza Caracciolo e piazza Garraffello. Su questo spazio si affaccia il fronte attraverso il quale si accede all’atrio della chiesa di Sant’Eulalia dei Catalani.Gli altri due lati sono costituiti dai fronti degli edifici su via Argenteria, arricchiti dalla presenza della nicchia con la scultura del Genio di Palermo (prospetto ad Ovest) e, su quello di fronte, della lapide marmorea eseguita da Gioacchino Vitagliano su disegno di Paolo Amato, datata al 1698. La piazza ospitava la fontana del Garraffo, che nel 1875 fu spostata e ricollocata in Piazza Marina, dove si trova ancora oggi.La Fontana è composta da un basamento elevato su tre gradini, una vasca maggiore sormontata da una serie di vasche minori poste a piramide e coronata da sculture in marmo di Carrara. In particolare, la figura culminante è una dea dell'abbondanza che sormonta un'aquila in lotta contro un'idra. L’abbondanza si riferirebbe alla presenza dell’acqua nel luogo per il quale era stata concepita, e alla sua ricchezza e importanza. Il gioco d'acqua prende avvio dalle bocche dell'idra, riversandosi nel primo ordine di conche e defluendo in quelle sottostanti, sorrette da delfini orientati nelle quattro direzioni. Attraverso le bocche dei quattro animali, il corso dell’acqua termina alimentando la vasca, con perimetro esterno quadrato, con lobi mediani in corrispondenza dei getti provenienti dalle sculture, e angoli smussati.

L’area della Loggia, dove alla fine del XII secolo sorse l’attuale piazza Caracciolo, era un terreno acquitrinoso che venne bonificato durante il periodo della dominazione angioina. La contrada conservò per molto tempo l’assetto tardomedievale, finché dalla metà del Quattrocento vennero avviate diverse campagne di trasformazione del quartiere, sulla base di una visione rinascimentale degli spazi pubblici. In particolare, nel 1537, la piazza del Garraffo venne ampliata e venne regolarizzata la sua forma, mentre la via Argenteria venne rettificata. Probabilmente in questo stesso periodo i Catalani iniziarono la costruzione di una loggia, di cui però venne realizzato solo un paramento, che costituisce il fronte che vediamo ancora oggi e attraverso il quale si accede alla chiesa di Sant’Eulalia.Inoltre, negli stessi anni, queste strade ospitarono il passaggio di Carlo V, di ritorno dalla campagna d'Africa, evento che contribuì alla volontà di miglioramento degli spazi pubblici. Una nuova fase di trasformazioni si verificò due secoli dopo, alla fine del Settecento, per volere del viceré Domenico Caracciolo che volle adeguare alcuni spazi urbani agli ideali dell’illuminismo. Tuttavia, in questo ambito, non si intervenne direttamente sulla piazzetta del Garraffo. Le successive trasformazioni urbane, tra le quali la più determinante fu il taglio della via Roma, contribuirono a ridurre notevolmente il ruolo economico e finanziario del quartiere della Loggia, conducendolo verso la decadenza.

La lapide marmorea ha subito un recente restauro, progettato ed eseguito tra il 27/02/2013 e il 12/08/2013, è avvenuto grazie ai finanziamenti e alla direzione della Fondazione Salvare Palermo, con la sorveglianza della Soprintendenza ai Beni Culturali di Palermo, con la consulenza storica di Pietro Gulotta e la consulenza scientifica del restauratore Franco Fazzio. L’opera si presentava in pessimo stato di conservazione: si poteva riscontrare la forte presenza di colature, croste nere, mancanze e deformazione del marmo.L’intervento è stato finalizzato al ristabilimento di una lettura unitaria del monumento, raggiunta attraverso un sensibile e attento percorso di studio della materia e della sua qualità, che si è concretizzato criticamente nelle fasi più complesse dell’intervento: la pulitura e l’integrazione formale delle lacune (Vucciria, p. 44). L’approccio è stato quello del minimo intervento.La statua del Genio ha subito negli ultimi decenni due interventi di restauro. Uno nei primi anni ’90, effettuato dall’Assessorato Regionale BB. CC. AA. E P.I. sotto la direzione della Dott.ssa Giulia Davì e un secondo nel 2013, su progetto dell’Arch. Rosalia Guzzo del settore Centro Storico del Comune di Palermo, con il contributo di Intesa San Paolo e l’intervento del FAI che ne aveva segnalato l’importanza grazie all’iniziativa “I luoghi del cuore”.