Chiesa di Santa Maria in Valverde

Chiesa (1633-35)
Abside

Accessibilità

Sintesi

Il complesso di Santa Maria in Valverde, che comprende la chiesa con la torre campanaria e una sopravvissuta porzione del monastero, si attesta sulla piazzetta Cavalieri di Malta e confina sul lato sud orientale con edifici di edilizia residenziale. Sul lato sud settentrionale, separata da un cortile interno, la chiesa è confinante con l’edificio scolastico, eretto dopo la demolizione del Monastero che oggi ospita l’Istituto Comprensivo “Rita Atria”. Il prospetto principale si fronteggia con il Settecentesco Palazzo Statella di Spaccaforno-Niscemi che ospita un altro plesso della stessa scuola “Rita Atria”. L’impianto planimetrico della chiesa è ad aula rettangolare con ampio presbiterio semicircolare e coro all’ingresso, sorretto da un arcone. Questa semplice spazialità è arricchita dalla decorazione parietale in stucco e marmi mischi.Sulla parete destra si trovano le cappelle di Santa Lucia e di Sant'Antonio Abate, mentre sulla destra, quelle dedicate alla Madonna del Carmelo e al SS. Crocifisso.La facciata principale è stata realizzata nell'Ottocento dall'abbate Mango, mentre il portale monumentale in marmo di Billiemi sul prospetto laterale, venne realizzato da Paolo Amato alla fine del Seicento, il quale si occupò anche dell'apparato decorativo in marmi mischi dell'interno. Accanto alla chiesa, sorge la torre campanaria, ricostruita nel 1730 dopo essere crollata a causa del terremoto del 1726.

Originariamente la chiesa era incorporata nell’angolo sud-ovest di un complesso monastico carmelitano, risalente almeno al XIII secolo, che fu demolito in gran parte agli inizi del Novecento.Tra il 1633 e il 1635 si attuarono interventi ad opera dell’architetto Mariano Smiriglio che trasformarono la chiesa e ampliarono notevolmente alcuni spazi come il presbiterio e le volte. Tra la fine del secolo e i primi del Settecento, venne realizzato da Paolo Amato il portale monumentale che si trova sulla piazzetta Cavalieri di Malta in marmo di Billiemi, insieme ad alcune decorazioni interne. La torre campanaria crollò nel 1726 a causa del terremoto e venne ricostruita pochi anni dopo. Ai primi dell’Ottocento risale l’attuale assetto della facciata principale, opera dell’abbate Mango. Danneggiata dai bombardamenti del secondo conflitto mondiale, sottoposta a usi svariati e impropri e all’incuria, la chiesa solo nel 1979-80 fu oggetto di lavori di consolidamento strutturale del campanile e il recupero di parte degli affreschi delle volte, parzialmente crollate negli anni ’60, da parte della Soprintendenza per i Beni culturali e Ambientali della Regione Sicilia. L’apparato decorativo parietale fu tuttavia saccheggiato e vandalizzato, risultando manchevole in molte parti. Tra la fine degli anni ’80 e i primi anni ’90 avvennero alcuni altri interventi di restauro.

Danneggiata dai bombardamenti del secondo conflitto mondiale, sottoposta a usi svariati e impropri e all’incuria, la chiesa solo nel 1979-80 fu oggetto di lavori di consolidamento strutturale del campanile e il recupero di parte degli affreschi delle volte, parzialmente crollate negli anni ’60, da parte della Soprintendenza per i Beni culturali e Ambientali della Regione Sicilia. L’apparato decorativo parietale fu tuttavia saccheggiato e vandalizzato, risultando manchevole in molte parti. Tra la fine degli anni ’80 e i primi anni ’90 avvennero alcuni altri interventi di restauro.

  • L. Boglino, "La monumentale chiesa di S. Maria in Valverde", Palermo 1907.
  • M. Guiotto, "I monumenti della Sicilia occidentale danneggiati dalla guerra: protezioni, danni, opere di pronto intervento", Palermo 1946.
  • "Palermo: chiesa di S. Maria in Valverde (restauri)", in B.C.A. Sicilia, anno II (1981), n. 1/2, p. 188.
  • L. Oddo, "S. Maria di Valverde", in Palermo, anno V (1985), n.7, pp. 20-22.
  • G. Antista, "Il libeccio antico. Un marmo del Barocco siciliano", in "Lexicon. Storie e architettura in Sicilia e nel Mediterraneo", 9, pp. 51-66, 2009.
  • D. Sutera, "Una pietra per l’architettura e la città", Caracol, Palermo 2015.