Chiesa di Santa Maria La Nova

Chiesa (XVI secolo)

Accessibilità

Sintesi

La chiesa di Santa Maria la Nova è ubicata in piazza San Giacomo la Marina, tra piazza San Domenico e la Cala. Alla chiesa si accede attraversando un portico, racchiuso da tre volte a crociera costolonate, su esempio della chiesa di Santa Maria della Catena a Palermo. L'interno è diviso in tre navate. La principale risulta più alta delle altre ed è illuminata da una fila di finestre rettangolari. Un'altra fila di finestre illumina la navata laterale di sinistra; la navata destra confina con la sagrestia e altri spazi ad uso ecclesiastico. Le navate sono rivestite da stucchi del diciannovesimo secolo, tra cui, di pregio, vi sono nell’altare maggiore della tribuna, due angeli in stucco di Giacomo Serpotta. Le tre navate prima di pervenire all'abside, cioè in corrispondenza della tribuna, terminano in un ampio spazio ottagonale. La facciata principale è caratterizzata dal portico con arcate, mentre il prospetto settentrionale presenta sia elementi gotici (paraste e zoccolo), sia rinascimentali (finestre strombate e intagliate).

Nel 1532 si avvia il cantiere. Si inizia con la costruzione del portico, parte del muro settentrionale su via Giovanni Meli e i gradini per compensare gradualmente il dislivello del piano stradale. Si continua con la costruzione delle navate, delle volte e dei capitelli, sotto la guida dello scultore e architetto Giuseppe Spadafora. Giuseppe Giacalone, invece, completerà le coperture.Alla fine del XVII secolo, viene realizzato il coro ottagonale e la tribuna ad opera di Giorgio Di Faccio e poco tempo dopo avviene la sopraelevazione del portico.Nell'ottocento, a causa dei danni occorsi in occasione dei due terremoti del 1726 e del 1836, si eseguono diverse opere di riparazione e di trasformazione della chiesa. In particolare, viene trasformata la facciata dell'oratorio sul portico in stile neogotico catalano. Inoltre, nel 1860, la chiesa subisce danni a causa dei bombardamenti borbonici.

I primi restauri avvengono in seguito ai bombardamenti di epoca borbonica (1860), quando l'ingegnere Salvatore Mondini esegue il consolidamento delle strutture della tribuna ottagonale e delle navate, inserendo delle catene. In seguito ai danni della Prima Guerra Mondiale, si prevede di eseguire degli interventi, che però verranno compiuti solo a partire dal 1927 sotto la guida del soprintendente Francesco Valenti. In particolare, si demolisce dal portico il corpo scala che conduceva all’alloggio del cappellano e che intercettava la volta a crociera destra e si restaura il portico stesso. Nel 1943, a causa delle bombe della Seconda Guerra Mondiale, crolla il tetto sul presbiterio ottagonale. A questo evento seguono consolidamenti e rifacimenti delle strutture danneggiate. Tra il 1994 e il 1999 la Soprintendenza ai BB. CC. AA. di Palermo esegue restauri sul prospetto nord, all'interno della navata sinistra, e negli ambienti soprastanti il portico dove si registrano infiltrazioni d'acqua.Gli ultimi interventi avvengono nel 2005, per il miglioramento sismico della chiesa e il consolidamento di volte e murature.

Il portico di ingresso è stato realizzato su esempio di quello della chiesa di Santa Maria della Catena, legata a sua volta da numerose analogie (portico meridionale della Cattedrale di Palermo, Casa Sottile o ex chiesa delle Repentite, la chiesa di Sant’Eulalia dei Catalani, ecc.). L’analogia formale fra i due portici consiste nell’identico schema compositivo costituito da tre fornici con archi policentrici ribassati sul fronte (più depressi quelli di S. M. la Nova), e da due archi uguali nei fianchi, con due piloni angolari decorati da due nicchie su ogni faccia; di cui quella inferiore piana e quella superiore concava. In generale, verso la fine del sec. XV e nei primi decenni del sec. XVI, ed oltre, nelle architetture civili e religiose di Palermo sia avrà una pacifica convivenza di elementi gotici e rinascimentali.